#LaDietadelSorriso: i SENZA NIENTE!

Quante volte vi sarà capitato, girovagando tra gli scaffali del supermercato, di lasciarvi attrarre da snack, biscottini, crackers e altre sfiziosità, che quasi senza accorgersene si materializzavano all’interno del vostro carrello e, poche ore dopo, nelle vostre mani. L’etichetta però, era l’ultima cosa a cui si prestava attenzione, perchè ciò che saltava all’occhio era solo la gigantografia del prodotto all’interno.

Al giorno d’oggi invece, il packaging degli alimenti è sempre più ricco di informazioni e dettagli, ma un termine tra tutt è quello più ricorrente: “SENZA”. Che sia accompagnato da parole come lattosio, glutine, olio di palma, zuccheri aggiunti, burro, uova, il “senza” pare essere un requisito imprescindibile per rendere un prodotto degno di essere acquistato. Ma perchè è cosi importante che i biscotti della prima colazione siano senza glutine, se poi non rinunciamo alle lasagne della domenica? Perchè ci spaventa cosi tanto il lattosio, se poi non ci facciamo mai mancare la mozzarella sulla pizza? E soprattutto, perchè l’olio di palma è divenuto il nemico pubblico numero uno?

Riferendosi al glutine, questo non è altro che un complesso proteico vegetale, responsabile dell’elasticità degli impasti a base di farine che lo contengano, quindi, a meno che non ci si trovi in presenza di celiachia o intolleranza al glutine, non ha alcun senso eliminarlo dall’alimentazione.

È bene sapere, infatti, che i preparati gluten free contengono il più delle volte, percentuali maggiori di grassi e zuccheri, per sopperire alla mancanza di consistenza e collosità data proprio dal glutine stesso. Convinti di togliere kilocalorie alla nostra dieta, i prodotti industriali gluten free possono, al contrario, aggiungerne.

Per quanto riguarda l’olio di palma, è giusto preoccuparsi dell’acquisto di prodotti che lo contengano, non tanto perchè sia peggio di altre fonti di grassi ( soprattutto degli acidi grassi vegetali trans) quanto perchè, da buoni consumatori, è giusto sostenere metodi di produzione a ridotto impatto ambientale. Da un punto di vista strettamente nutrizionale quindi, il “ senza olio di palma”  non esclude la presenza di acidi grassi trans, molto più dannosi per la salute.

Togliendo latte, uova, farina, oli e zucchero, chissà cosa potrà mai restare all’interno della confezione del prodotto acquistato. In alcuni casi, certamente, tutta una serie di ingredienti di qualità, selezionati per tutelare la salute del consumatore e per migliorarne l’alimentazione; in molti altri casi però, ciò che viene aggiunto non è altro che un similare  dell’ingrediente tolto, talvolta con un peggiore profilo nutrizionale, ma che ancora gode della fortuna di non essere sotto il mirino dell’opinione pubblica.

Nei limiti del possibile quindi, è meglio preferire cibi poco lavorati, spesso individuabili attraverso una corta lista degli ingredienti, posta sul retro della confezione e unica vera dicitura che caratterizza la composizione di un prodotto.

Dati i ritmi incalzanti delle nostre giornate, noi nutrizionisti proponiamo salutari ricette per colazioni e snack fatti in casa, ma siamo consapevoli di quanto possa essere complicato prepararle. Dove non ci si possa giocare la carta della nonna Pina, meglio dunque imparare a leggere ed interpretare le etichette nutrizionali, così da divenire consumatori consapevoli, facendo acquisti SENZA ERRORI!

 

A cura di Giorgia Lombardo

Biologa nutrizionista

 

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