Ricordate il Buco dell’Ozono? Arrivano le buone notizie!

Recentemente i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno pubblicato su Science (qui) uno studio che dimostra come il buco nell’ozono sia diminuito negli ultimi anni di oltre 4 milioni di chilometri quadrati rispetto al suo massimo registrato nel 2004.

Questo successo è stato possibile grazie agli accordi intrapresi con la firma del protocollo di Montreal del 1987 che regolamenta l’uso dei prodotti chimici responsabili della riduzione dell’ozono come i clorofluorocarburi (CFC).

Una volta liberati nell’aria i CFC si scindono per mezzo delle radiazioni solari formando delle molecole di cloro altamente reattive. Il cloro libero a sua volta “attacca” l’ozono assottigliando l’atmosfera. Per fortuna anche queste molecole hanno il loro “nemico” naturale, il metano, grazie al quale lo strato d’ozono può riformarsi nel giro di qualche decina di anni.

Secondo il coordinatore dello studio condotto dal MIT, Susan Solomon, i risultati della ricerca sembrano contraddire la situazione che si era osservata nel 2015, quando si pensava ad un aumento buco dell’ozono sull’Antartide.

Se la “riparazione” dell’atmosfera proseguisse con questo ritmo, si potrebbe sperare in una completa chiusura entro il 2050. Questo traguardo, non solo farebbe bene all’ambiente, ma anche alla nostra salute. Infatti, l’Agenzia di Protezione Ambientale degli USA, stima che un recupero completo dello strato di ozono potrebbe portare ad un calo di oltre 280 milioni di casi di cancro della pelle nei soli Stati Uniti.

Curiosità: l’appellativo di “buco dell’ozono” in realtà non fa riferimento ad un vero e proprio buco nell’atmosfera, ma ad una sua riduzione non uniforme che, in particolare, si concentra al di sopra del continente Antartico.

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