La storia di Chiara: coraggio e sofferenza.

Si chiama Chiara Dossi, è una sociologa ed è Trentina. Ma qui, tra questi mondi, Chiara è diventata famosa per aver fatto la storia, o più precisamente per aver fatto la legge.

Chiara si sta sottoponendo a cicli di chemioterapia, dolorosi, lunghi e fisicamente spossanti. Non si accorge così, per la stanchezza o per un campanello mal funzionante, che l’Inpss la sta cercando, per le visite domiciliari che attestino il suo stato di malattia. Come se Chiara potesse essere una dei quei falsi invalidi, che al posto di lavorare godono di giornate di shopping e divertimento. Un danno morale, e poi anche la beffa: la convocazione all’ufficio di Trento, con tanto di richiesta di carte che attestino, ancora una volta il suo stato di salute.

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Ma Chiara non ci sta, si indigna prima sul Web, e poi davanti alla Legge. E, infine, giustizia è fatta. Grazie a Chiara e al protocollo che porta il suo nome i malati con patologie gravi certificate non riceveranno più le visite domiciliari Inpss. Insomma, nè danno nè beffa.

Indiscrezioni mormorano che il protocollo potrebbe presto divenire nazionale.

Brava Chiara, e non ti arrendere!

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