Luca Zava, storia di un grande cuore.

Eravamo tre amici al bar; potrebbe iniziare così la nostra chiacchierata con Luca Zava, famoso maratoneta e sportivo cremonese. Così facendo e così parlando, abbiamo scoperto l’atleta, l’uomo e il cuore d’oro, dietro un paio di occhi verdi ed un sorriso che ancora mantiene quella purezza solitamente appartenente ai bambini o agli innamorati. E Luca innamorato lo è davvero; della corsa, dell’adrenalina che scorre, della novità e della vita più in generale. Così abbiamo deciso di trasformare un incontro al bar in un’intervista; per voi, per noi e per lo sport.

 

Da Flash a Forrest Gump. Molti grandi eroi corrono; tu come hai scoperto il tuo super potere? Io provengo dal calcio: uno sport di squadra, con tanta competizione. Poi da lì sono arrivato alla corsa. La solitudine, la fatica; la bellezza di superare i propri limiti e vedere che “ce l’hai fatta”.

Perché il Torrazzo? Cosa si nasconde dietro a quest’impresa che molti, da quattro anni, definiscono “folle”? Avevamo bisogno di qualcosa di nuovo, di originale. Sai, per attirare l’attenzione dei cremonesi. E così ci siamo detti:” Torrazzo? Perché no?”. E’ il simbolo di Cremona, ed è un po’ come rendere omaggio anche alla città.

 Tu e Abio, una lunga storia d’amore. Com’è nata questa collaborazione? In molti eventi sportivi a cui partecipo ci sono sempre tante organizzazioni che fanno del bene e io amo i bambini! Sono andato anche in Ospedale, ho incontrato i membri dell’Associazione e ho toccato con mano il loro lavoro. E ti dirò di più, una news. Abbiamo avuto dei contatti con una coppia che gestisce un orfanatrofio in India. Se riusciremo, metà del ricavato dell’evento andrà anche a loro.

Ci sono tanti giovani che sudano per riuscire a spiccare nel mondo dello sport. E in mezzo a queste brutte storie di doping è difficile restare fedeli a noi stessi. Cosa consigli loro? Fate solo ciò che il vostro corpo e la vostra mente vi permettono di fare. La corsa non è “l’arrivare prima di qualcuno”. Nella corsa, come in tutti gli sport, è importante chi si è, la persona capisci? E’ un rapporto tra la tua mente, il tuo corpo e i tuoi limiti. Devi proseguire con le tue forze. A me dispiace per chi si droga. Perde lo spirito dello sport, perde se stesso. Nulla è più guadagnato; non da te almeno. E tradisci anche quelli che ti seguono e supportano.

Raccontaci una corsa.  Quella più significativa per te. Ce ne sarebbero tante. Ricordo quando feci la Atene – Sparta. Sono 246km; è la più lunga che io abbia mai fatto. Lì non importava vincere, ma arrivare al traguardo, sentire che io ce l’avevo fatta. Ricordo che ci si supportava, tra di noi. Io passai ore con un maratoneta giapponese. Non parlavamo, non avremmo potuto capirci. Ma bastava lo sguardo, la pacca sulla spalla. Ero in vantaggio di 3 ore, ne dormii una. E poi alle due di notte ricominciai. Camminando, inizialmente. Poi è stato come se il mio corpo mi dicesse “devi correre Luca, ricomincia”. Dopo un po’ entrò il pilota automatico e così ho finito la maratona.

Ultima domanda Luca: ti piace leggere? Noi stiamo cercando di promuovere la lettura, anche attraverso la nostra rubrica settimanale LibriAMO. Credo che sia vero quel che si dice, ciò che la lettura ci apre la mente. E ci prepara un po’ al mondo, no? Io leggo prevalentemente libri sportivi. Anzi, te ne consiglio uno. Si chiama “Ultramarathon Man: Confessions of an All-Night Runner”, di Dean Karnazes. Praticamente lui, che comunque era già uno sportivo, una notte scende in garage, mette le scarpe e si fa 40km di corsa. Così, da nulla. Chiama la moglie per farsi venire a riprendere e boom…da lì gli scatta qualcosa dentro. E ricomincia a correre. Il resto è storia.

Io non posso fare altro che ringraziare Luca, per questo meraviglioso pomeriggio insieme. Non solo ci ha dato l’opportunità di conoscere un grande atleta, ma abbiamo anche potuto ammirare da vicino uno degli ultimi grandi uomini.


Jovanotti cantava:” Le mani libere, in tasca il giusto, nel cuore molto”. Ed è così che ci sentiamo ancora adesso, nello scrivervi. Abbiamo ancora il sorriso di Luca negli occhi, un sorriso contagioso.

Un sorriso che Luca mantiene, appunto, quotidiano.

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