Test Hpv, un futuro migliore per tutte le donne

Secondo “I numeri del cancro in Italia 2012 pubblicato dall’AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) lo scorso anno, si stima che in Italia vengano diagnosticati circa 364.000 nuovi casi di cancro all’anno (dati che escludono i carcinomi della cute, stimati intorno ai 67 mila annui), di cui il 56% negli uomini ed il 44% nelle donne; e fin qui purtroppo nulla di positivo.

Tuttavia, merito soprattutto alla maggiore adesione alle campagne di screening, negli ultimi anni sono complessivamente migliorate le percentuali di guarigione: il 61% delle donne e il 52% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi.

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Per quanto riguarda le donne, il tumore dell’utero riguarda il 5% delle pazienti, quindi la ricerca di nuovi metodi preventivi è di fondamentale importanza per ridurre l’insorgenza di questo tipo di carcinoma.

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Secondo uno studio pubblicato lo scorso 3 Novembre da un gruppo di ricercatori internazionali guidati da Dott. Guglielmo Ronco sulla rivista The Lancet, l’incidenza del cancro all’utero può ridursi fino al 60-70% grazie allo screening con test Hpv.

Già era stata dimostrata la maggiore capacità del test HPV, rispetto al Pap-test, di individuare quelle lesioni che non sono ancora un tumore ma che potrebbero diventarlo. Oggi abbiamo potuto verificare direttamente che questo si traduce in una riduzione dei casi di tumore.

E, udite udite, a tale risultato ha contribuito anche l’Italia, prendendo in esame una popolazione di più di 175 mila donne per osservare l’effetto dello screening con il test HPV rispetto al Pap test per prevenire i tumori.

A tale proposito sarà il Piemonte la prima regione a sostituire il vecchio test con il più efficace HPV: entro 5 anni il sistema sanitario regionale garantirà a tutte le donne tra i 30 ed i 64 anni il test HPV basato sull’analisi genetica per scoprire lesioni al collo dell’utero e prevenire il cancro alla cervice.

Secondo lo studio il test HPV a DNA svolto ogni 5 anni è più predittivo rispetto al Pap test condotto ogni 3 anni. Inoltre è utile anche per individuare le lesioni benigne del collo dell’utero che non necessitano di trattamenti.

In Italia i valori di sopravvivenza ad un tumore maligno sono in linea con quelli dei Paesi nordeuropei, degli Stati Uniti e dell’Australia.

Nel mondo il cancro è ancora la seconda causa di morte (il 30% di tutti i decessi) dopo le malattie cardiovascolari, ma chi sopravvive cinque anni dalla diagnosi ha, per alcuni tumori (testicolo, corpo dell’utero, ma anche melanoma, linfomi di Hodgkin e in misura minore colon-retto), prospettive di sopravvivenza vicine a quelle della popolazione che non ha mai avuto una neoplasia.

Chissà quindi che in futuro potremmo avere meno malati e persone più felici.

Articolo: Guglielmo Ronco, Joakim Dillner, Chris J L M Meijer, et al. “Efficacy of HPV-based screening for prevention of invasive cervical cancer: follow-up of four European randomised controlled trials”. The Lancet (2013).

“I numeri del cancro in Italia 2012” PDF: http://www.registri-tumori.it/cms/it/node/2537

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