Strategie antispreco – il recupero della frutta e della verdura “brutta”.

A Milano è partita un’iniziativa molto particolare, il recupero della frutta e della verdura di scarto. Camilla Archi e Luca Bolognesi hanno creato la start-up contro lo spreco del comparto agroalimentare. Provengono ambedue da esperienze lavorative completamente diverse: Luca lavorava in una multinazionale e Camilla nel mondo dell’editoria e della pubblicità. Hanno avuto quest’idea leggendo un reportage sul National Geographic che illustrava come la maggior parte dello spreco alimentare derivi unicamente da un fattore estetico del cibo: frutta e verdura buona, ma non esteticamente perfetta.

  • Food for Soul – Impegno sociale e ambientale
  • Shelfie – l’ottimizzazione contro lo spreco.

Food for Soul – L’impegno sociale di Luca Bottura.

La White Guide, guida ai migliori ristoranti della Svezia, ha istituito un premio per l’impegno ambientale e sociale degli chef più famosi. Massimo Bottura, con il suo Refettorio, si è aggiudicato per la seconda volta il Sustainability Forward Award “post-plate”. Il progetto prevede la creazione di refettori in tutto il mondo che riducano lo spreco di cibo e la produzioni di rifiuti, e che preparino del cibo per le persone bisognose. Bottura è riuscito a coinvolgere nel suo progetto non solo volontari, ma anche artisti e chef famosi.

Di diverso genere, ma sempre contro lo spreco alimentare, è (Shelfie) (http://www.progettoshelfie.it/), una community che permette non solo di ridurre gli sprechi, ma anche di ricevere offerte vantaggiose da negozi e ristoranti. Con le offerte last minute è possibile acquistare prodotti, ma anche piatti già pronti; l’operatore del settore alimentare carica la foto del piatto pronto che potrà essere acquistato. Basta corse per preparare cene gustose in poco tempo, e benvenuta la possibilità di ridurre gli sprechi e rilassarsi, magari con voglia di vincere casinò online.

Bella Dentro – L’apecar che restituisce dignità a frutta e verdura

Si pensa, erroneamente, che lo spreco sia causato solamente alla fine della catena commerciale, quindi dai ristoratori o dagli acquirenti. In realtà, lo spreco parte già nella fase produttiva, soprattutto nella produzione agroalimentare (frutta e verdura) e nello specifico nel momento della raccolta. In Italia, per esempio, nel 2009 lo scarto è stato di più di 7 milioni e 500 mila tonnellate tra frutta, ortaggi, cereali, legumi che non sono mai arrivati sui banchi di vendita, nei negozi e nelle cucine. Ma perché?

Incredibile a dirsi, si tratta di motivi meramente estetici. La grande distribuzione impone dei criteri molto severi che non hanno nulla a che vedere con le qualità organolettiche dei prodotti. Vengono considerati “difettosi”, ma sono difetti inevitabili in natura; questo fa si però che non rientrino negli standard per via del vento, dello sfregamento con altri frutti, della grandine oppure per le dimensioni che non sono quelle richieste o per la forma irregolare. Vengono quindi scartati, riducendo di molto i guadagni degli agricoltori.

Meglio la qualità dell’apparenza!

Come funziona Bella Dentro? Luca e Camilla acquistano dai produttori tutti quei prodotti che, essendo scartati dalla grande produzione verrebbero svenduti o buttati via. Qualche esempio? I porri troppo grandi che non entrerebbero nella confezione, le prugne a forma di cuore, i kiwi farfalloni (nati da due fiori femminili). Con la loro apecar, l’ApeBellaDentro, girano per Milano offrendo i loro prodotti. Attualmente, avendo solo una licenza di commercio ambulante itinerante, possono fermarsi solo due ore nello stesso luogo, ma si stanno attrezzando anche per permettere l’acquisto online.

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