EMERGENZA SANGUE: cosa c’entra il coronavirus?

Come canale di informazione positiva e complementare crediamo fermamente che sia immorale speculare su di un virus con una portata tale quella del Covid-19.

Diversamente crediamo che proprio in un delicato momento come quello che stiamo vivendo, si debbano misurare le parole e sia necessario fornire ai lettori informazioni corrette e selezionate da fonti attendibili ed autoritarie.

Per contrastare questa tendenza, nei prossimi giorni saranno pubblicati alcuni articoli sul tema del nuovo Coronavirus.

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Prima che si faccia confusione facciamo subito chiarezza sulla questione donazioni del sangue.

Ultimamente infatti diverse Istituzioni stanno urlando a gran voce una nuova emergenza (eh si, perché quella da COVID-19 non bastava): ABBIAMO BISOGNO DI SANGUE!

Questo annuncio ha sorpreso molti, regalando nuova linfa anche ai complottasti, dato che è ormai noto a tutti che l’infezione da virus SARSCoV2 non ha niente a che fare col sangue, bensì colpisce principalmente l’apparato respiratorio. 

E allora perché manca sangue?

La risposta è semplicissima: perché i donatori non donano per paura di contrarre il virus uscendo di casa.

Infatti, anche se ormai non si parla di altro, nel mondo esistono ancora tutti gli altri malati (ahimé). Pazienti che devono subire importanti interventi chirurgici (per es. cardiochirurgici) che richiedono ingenti quantità di sangue.

Quindi, se i donatori non si recano più a donare per paura di contrarre il virus, c’è un calo dell’offerta di sangue a fronte di una domanda invariata.

Perciò, se siete abilitati a donare il sangue (o plasma), continuate a farlo.

Gli enti che si occupano della raccolta del sangue donato (per es. l’AVIS), hanno istituito percorsi dedicati ai donatori, al fine di rendere questo nobile gesto sicuro anche in questa grave situazione.

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