#LaDietadelSorriso: le 4 spezie che ti fanno star bene!

Il fatto che i popoli più antichi ne facessero largamente uso, che nel Medioevo un itinerario commerciale portasse il loro nome, che i nobili le usassero per esaltare la loro ricchezza, è indicativo di quanto queste siano state, nella storia dell’uomo, importanti. Stiamo parlando delle spezie! E, se ve lo stesse chiedendo, l’itinerario commerciale era “la via delle spezie” che univa l’Europa all’Oriente.

Tralasciando la storia e i più disparati usi di queste polveri colorate da parte dei nostri avi, vorrei invece soffermarmi sull’utilizzo delle spezie in cucina. Per esaurire l’argomento ci vorrebbe un intero libro, per cui in questa rubrica assaggeremo solamente alcune delle spezie più conosciute, assaporando non solo il loro gusto, ma anche i benefici sulla nostra salute.

La cannella è una spezia che si può trovare sia in polvere che in piccoli cilindri di corteccia essiccati. In cucina viene usata prevalentemente per la preparazione di dolci ma le sue potenzialità non si esauriscono al dessert, in quanto particolarmente usata nella cucina orientale, essendo un ingrediente del famoso curry. Essa è un forte antiossidante naturale, stimolatore della digestione e risulta essere un buon rimedio sia contro i classici malanni invernali, come influenza e raffreddore, sia in caso di diarrea e flatulenza.

Lo zafferano, ricavato dagli stimmi del Crocus sativus, è molto adattabile in cucina, poiché utilizzato sia nelle pietanze salate che dolci. L’unica regola generale è la sua aggiunta a fine cottura per evitare di perderne il sapore ed il profumo. Esso contiene circa 150 sostanze aromatiche volatili, è ricco di antiossidanti, di carotenoidi (che gli conferiscono il colore giallo), di vitamina A, B1, B2 e C. Contiene il safranale, un composto organico in grado di migliorare l’attività cerebrale, tanto da essere utilizzato nel trattamento dei disturbi dell’umore. I benefici offerti dallo zafferano, tra gli altri, includono il controllo della pressione, del colesterolo e dell’attività digestiva.

Il pepe nero si trova sia in polvere che in grani. Questa spezia dal gusto deciso e piccante aromatizza con una fragranza inconfondibile una moltitudine di cibi, spaziando da zuppe a secondi di carne e pesce, passando per i formaggi e arrivando ai primi piatti. Il pepe contiene la piperina, un alcaloide che stimola la secrezione dei succhi gastrici, facilita il processo digestivo e promuove la termogenesi.

La curcuma è una spezia dall’aroma volatile ma dal colore stabile ed è stata quindi prontamente usata nel campo dei coloranti alimentari per innumerevoli prodotti. È molto utilizzata in India ed in Asia per preparare piatti tradizionali, mentre in Occidente il suo uso è meno frequente. Studi scientifici dimostrano che per facilitare l’assunzione dei suoi principi attivi e godere maggiormente dei suoi benefici, occorre abbinarla al pepe nero e stemperarla con una sostanza lipidica, come ad esempio l’olio extra vergine di oliva. Il principio attivo più importante è la curcumina, che pare abbia proprietà antitumorale, antiinfiammatoria ed antiossidante; tale spezia sembrerebbe anche rallentare l’invecchiamento delle cellule cerebrali, svolgere un’azione positiva sul sistema cardiocircolatorio, regolare le funzioni gastro-intestinali ed epatiche.

Queste sono solo quattro delle innumerevoli spezie di cui si può fare uso in cucina, cimentandosi nell’accostamento di sapori e colori per godere di un’infinita gamma di gusti, che lasceranno il vostro palato stupefatto.

Al di là degli effetti benefici delle spezie, che la letteratura scientifica riporta, bisogna sempre ricordare che durante la processazione, cottura e digestione dei cibi, la biodisponibilità di ogni micronutriente può essere ridotta notevolmente, tanto da attenuare o addirittura annullare tali benefici. Importante quindi è adoperare scelte alimentari consapevoli, promuovendo il consumo di alimenti salutari senza però abusarne, spaziando tra tutte le possibilità evitando di ridurre la propria alimentazione a consumi rituali di specifici alimenti.

 

A cura di Giorgia Lombardo

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