#SorrisiCondivisi: Il sorriso di Carla.

“Ci sono abiti che indossiamo perché ce li ha passati un’amica, una sorella o un fratello; magari ce li hanno regalati. Eppure dobbiamo fermarci a chiederci se sono i nostri, se esprimono quello che siamo, se ci stanno bene. Così a volte ci mettiamo addosso atteggiamenti, comportamenti, opinioni e responsabilità che non sono nostre; ce le cuciamo addosso, senza accorgerci che non ci fanno stare bene.”

 

C’era questo nell’incipit di Carla Favazza, e non solo. C’era passione, c’era la grinta di chi è stato ferito ed ha trovato la forza di ripartire.

Un concetto mi ha colpito, sopra tutti: il concetto di coraggio. Siamo abituati a pensare che i coraggiosi, gli eroi non abbiano paura. Se invece ci fermiamo, e riflettiamo un attimo, possiamo renderci conto che, in realtà, il coraggio è stata la loro reazione alla paura. Senza quella stretta allo stomaco, senza quel disagio, non avrebbero mai trovato la spinta per uscire dalla propria zona di comfort.

I veri eroi accettano di avere paura, accolgono le proprie debolezze e ne fanno esperienza.

Doveva essere una serata normale, ascoltando Carla parlare di mental coaching e motivazione; doveva essere una serata tranquilla, tra amici. Nulla di eccezionale, insomma.

La notte, invece, è esplosa: abbiamo avuto la possibilità di vedere la passione farsi carne, siamo tutti rimasti abbagliati dal sorriso di Carla, dalla forza vitale della sua anima.

Carla è stata il nostro sorriso quotidiano, e speriamo lo sia per molto altro tempo a venire.

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