#IlSorrisodelFuturo: Disabilità e tecnologia: la storia di Paolo Badano

Quando si parla di successo, oggi si pensa subito ad alcuni imprenditori, considerati geni incontrastati del loro settore, che hanno creato aziende a crescita esponenziale in aree di mercato dove sembrava impossibile sfondare. È la retorica del Nuovo Millennio, figlia della Silicon Valley, dell’uomo che partendo da un garage ha creato un impero che lo ha portato al successo. Ma tale retorica non riguarda soltanto gli Steve Jobs e i Mark Zucherberg che siamo abituati a conoscere.

Nel campo della disabilità, troviamo alcune storie di successo straordinario. Storie che trasformano i protagonisti non soltanto in geni del loro settore, ma anche in veri e propri simboli di grinta e caparbietà.

Svincolandosi dall’immagine che la nostra cultura affibbia a chi è “diversamente abile” –  quella di persone da compatire – queste persone hanno conquistato il successo grazie alla loro disabilità.

Se subito arrivano alla mente personaggi di spicco dello sport come Alex Zanardi e Bebe Vio, campioni carismatici che sono diventati a loro volta simbolo di resilienza, ecco altre 5 storie di successo che magari hanno avuto meno risonanza, ma che ugualmente stanno cambiando il modo di vedere la disabilità nella nostra cultura.

 

  1. Paolo Badano e la sedia a rotelle che tutti vorrebbero guidare

Se le tecnologie avanzano ad una velocità supersonica, adattandosi alle esigenze più impensabili, la sedia a rotelle è invece uno strumento ancora fermo ai modelli antiquati originari. Se ne è accorto Paolo Badano, imprenditore edile che a seguito di un incidente stradale ha pensato bene di apportare delle migliorie tecnologiche alla propria sedia a rotelle per produrre quella che poi chiamerà Genny, un mezzo motorizzato dal design accattivante. Ispirandosi alla tecnologia del Segway, per avviare il movimento basta spostare il baricentro del corpo, liberando finalmente le mani dal movimento delle ruote della carrozzina. Grintosa, agile e capace di correre anche su battistrada più insidiosi (come i terreni sconnessi o sabbiosi), la Genny di Paolo Badano ha conquistato la scena italiana e internazionale, approdando perfino in Cina, dove è possibile acquistarla nei negozi Segway di Pechino. Basta visitare il sito online per rendersi conto di quanto diverso sia l’approccio di Badano alla disabilità: sembra di essere su un sito di automobili all’ultimo grido e altamente desiderabili.

Ripensare la “sedia a rotelle” (termine che di fronte a Genny diventa obsoleto) significa non soltanto tenere conto dei bisogni pratici della persona con disabilità – come ad esempio l’importanza di avere le mani libere durante il movimento – ma anche delle necessità psicologiche che portano chi è costretto sulla classica sedia a sentirsi “diverso” da chi è in grado di camminare. A tal proposito, Badano spiega:

« Il design è qualcosa che integra. Forse con un po’ di design riusciamo a far passare una sedia a rotelle per qualcosa che non è. E se la mia disabilità si vede un po’ meno, forse abbiamo creato l’integrazione. »

Annalisa Viola

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