LibriAMO: S.S. Van Dine – Il mistero del drago

Non conoscevo S.S Van Dine, pseudonimo di Willard Huntington Wright  fino a che, in un annoiato pomeriggio, comprai uno dei suoi libri presso una delle tante bancarelle dei mercatini. Amo i libri gialli, a maggior ragione se gialli lo sono davvero, ossia se hanno mantenuto la copertina di tale colore. Se poi sono ad un euro, al mercatino dell’usato…beh, abbiam vinto tutto.

La prima cosa che colpisce è lo stile: accattivante, comodamente veloce, digeribilissimo. La sua bravura del dar vita, in una frase, ad un personaggio concreto, tangibile. Potete percepire la suspance del dramma, l’attesa, la confusione stessa dei protagonisti cartacei.

Mai banale, Wright catalizza su di sè le luci del giallo in un periodo, gli anni ’20-’30, in cui altri novelli romanzieri e scrittori si stanno affacciando. Paragonabile, secondo la mia modesta opinione, a pezzi da novanta come Simenon e la Christie, Il mistero del drago vi trasporta in un mondo perduto, fatto di colt e leggende dei nativi americani.

Durante una delle estati più torride che mai siano capitate a New York, un misterioso caso sembra proiettare gli investigatori in un fosco e irreale regno di demoni e di superstizioni; un regno pieno di mostri e orribili vendette; è l’inizio di una sequela di tragici avvenimenti, e Philo Vance si trova alle prese con vecchie, terrificanti credenze.

Come sempre, ve lo consiglio!

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