70 anni fa la prima vincita alla schedina

Oggi, 21 luglio 2017, ricorrono i 70 anni dalla prima vincita alla schedina, gioco inventato da Massimo Pergola, giornalista della Gazzetta dello Sport. Il 1946 risultò essere un anno chiave per la storia italiana e non solo: gli Alleati sconfissero il nazi-fascismo e, proprio in quell’anno, restituirono al Governo italiano la giurisdizione dell’Italia Settentrionale. I giornalisti epurati rientrarono nelle redazioni; Piaggio brevettò l’idea di uno scooter dal quale nacque la Vespa, che guidò gli italiani verso il boom economico. In questo contesto, Pergola lanciò, a maggio, il gioco della schedina, che si diffuse presso i bar dello ‘stivale’. Il 21 luglio 1946, una domenica, la dea bendata baciò la fronte dell’impiegato Emilio Balsetti, che si portò a casa una somma di 463.846 lire, pari a quattro anni di uno stipendio medio dell’epoca.

Quella fu la prima vincita cospicua ad un gioco che diventò, in breve, espressione del costume italiano. I quotidiani dell’epoca dettero ampio risalto alla notizia, specificando che Balsetti aveva azzeccato i risultati delle quattro partite di cartello: Torino-Juventus, Pro Livorno-Napoli, Inter-Milan e Bari-Roma. Infatti la schedina, a quel tempo, prevedeva solo quattro partite, di cui si dovevano indovinare anche le reti segnate da ogni squadra. Dopo la copertura nazionale della clamorosa vincita Pergola, insieme ad altri due colleghi, decise di fondare la storica società di giochi e servizi a pagamento, Sisal. Nel 1948 la schedina venne sostituita dal Totocalcio e affiancata dal Totip, dedicato alle corse dei cavalli.

Altro capitolo fortunato della storia di Sisal (anche se in epoca più recente) è il lancio del Superenalotto nel 1997, mentre nel 2004 la società acquista Matchpoint, concessionario di scommesse in Italia, entrando in questo nuovo, florido mercato. Con la diffusione del web e la liberalizzazione del mercato delle scommesse sportive e dei giochi sui casinò online, il settore del gioco d’azzardo si frammenta e, accanto agli aspetti positivi legati alle vincite elevate, alle intense emozioni e al forte divertimento provato dagli scommettitori, emergono storie personali di dipendenza, ingenti somme perse e comportamenti ossessivo-compulsivi che portano la pubblica opinione al dibattito e gli esperti all’introduzione di misure e raccomandazioni sul gioco responsabile.

Voi cosa ne pensate?

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