La Compagnia del Bullone: storie di un mondo migliore.

Vi avevamo già parlato del progetto B.LIVE qui!, descrivendovi un mondo fatto di coraggio e generosità.

Oggi, ne parliamo nuovamente per festeggiare con loro un grandissimo traguardo. Infatti, grazie alla collaborazione con Sperling & Kupfer, è stato pubblicato il primo libro che racconta la storia del progetto de Il Bullone: “La Compagnia del Bullone”; un progetto che di storie ne sa tante, tutte belle e emozionanti, facendo vedere che la vita dagli occhi di chi, alla vita, ci è aggrappato stretto.

“Io sono io, la malattia è la malattia. Siamo due cose diverse», dice Eleonora, stanca degli sguardi pietosi e imbarazzati che suscita la sua testa senza capelli. Atteggiamento che conoscono anche Tony, che si è fatto amputare una gamba per un osteosarcoma; Cecilia, che ha lottato per anni contro la leucemia; Giovanni, diviso tra esami medici e universitari; Miriam, che con l’HIV convivrà per sempre.”

Ma chi sono, i B.Livers?

Sono, essenzialmente, combattenti e portatori sani di gioia. Sono ragazzi che hanno combattuto o combattono malattie gravi, e che non lasciano che una patologia abbia il potere di definirli, di categorizzarli. Inizialmente il nemico era il cancro, poi hanno accolto amici con l’HIV, altre malattie rare e qualunque malattia renda le corsie d’ospedale un luogo troppo famigliare. Ma B.Livers sono anche tutti coloro che li aiutano a ritrovare grinta e motivazione, a cominciare da Bill Niada, che ha dato vita al progetto e che abbiamo intervistato per voi qui!

Insieme hanno avviato molte iniziative che insegnano il mestiere della vita e l’arte del fare come collaborazioni con importanti brand di moda (B.LIVE e MAX MARA: quando la moda diventa arte!) o incontri con personalità del mondo dello sport, della cultura. Da queste esperienze è nato Il Bullone, un giornale in cui i B.livers affrontano temi importanti, come ambiente, cibo, salute ed economia, cercando di sensibilizzare giovani e adulti sulla responsabilità di lavorare insieme per costruire un mondo migliore.

“NON VOGLIO PASSARE IL TEMPO A FARLA PAGARE AL MONDO.

HO UNA VITA SOLA, E MOLTO FRAGILE. PUOI SCEGLIERE SE ESSERE INCAZZATA PER TUTTO QUELLO CHE LA MALATTIA TI TOGLIE, O FELICE PER QUELLO CHE HAI IMPARATO A APPREZZARE”

Ringraziamo la Fondazione Near Onlus per averci contattato (contatti/newsletter).


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