B.LIVE essere, credere, vivere

Oggi vogliamo parlarvi di un “sogno divenuto realtà”. Questo sogno è nato dal grande cuore di Bill Niada, che ha deciso di condividerlo con noi.

Il progetto B.live si occupa di supportare ragazzi affetti da gravi patologie croniche nella vita di tutti i giorni, migliorando la qualità della loro vita e dando loro la prospettiva di un futuro migliore. Come è nata questa idea?

Lavorando con alcuni centri oncologici, all’interno dei quali i ragazzi hanno pochi supporti e momenti di aggregazione. L’idea di fare veri e propri progetti è un modo per favorire la loro unione, dando anche motivo di orgoglio e prospettive di vita diverse anche durante la malattia.

Per questi ragazzi la malattia irrompe in un momento delicato della loro crescita personale, portandoli spesso a chiudersi in sé stessi. Per noi de Il Sorriso Quotidiano la ricerca della felicità dovrebbe essere l’essenza della vita di ogni di noi. In che modo B.live li rende partecipi del sorriso del mondo?

Lo porta perché con le sue attività sposta l’attenzione dei ragazzi dalla “passione”, intesa come sofferenza che la malattia porta con sè, alla passione di fare cose belle insieme. E poi si crea un gruppo, coeso e orgoglioso di sè stesso e del lavoro che svolge. Una famiglia piena d’affetto ed energia.

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B.live non è solo un progetto ma anche una comunità di persone, i B.livers; sono persone diverse, unite da storie che hanno alla base le stesse emozioni. Come possiamo noi, nel nostro piccolo, supportare tutto questo?

Ognuno può fare qualcosa: le aziende avviare progetti con i B.livers (sono molte le aziende con le quali collaboriamo, portando un pensiero e un modo di vedere diverso ed emozionante), aiutando Il Bullone, il nostro giornale mensile, in cui si raccontano storie ed esempi positivi, mettendoci in relazione con persone e attività che credono, come noi, in un mondo migliore.

B.live offre ai ragazzi delle esperienze professionalizzanti in cui possono realizzare le loro passioni imparando un mestiere nuovo. Quali sono i progetti che state portando avanti e quelli previsti per il futuro?

Tantissimi: stiamo facendo una collaborazione con Max Mara, che verrà lanciato a gennaio, abbiamo lavorato alla costruzione del nuovo sito di una multinazionale farmaceutica giapponese, che ha voluto collaborare con i nostri ragazzi per avere un punto di vista “più reale” circa la malattia. Abbiamo un libro in cantiere, lavoriamo a progetti e prodotti per i giovani, basati su concetti più etici a livello bancario; il nostro giornale collabora con varie testate … Ma il progetto principale restiamo noi stessi e l’immergerci nelle tante storie che ci passano davanti.

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Affiancare queste persona nella vita di tutti i giorni non significa solo donarsi, ma anche ricevere. Cosa hai imparato da loro?

Ho imparato che si deve avere coraggio. Ma anche a stare in “silenzio” a vedere cosa ci propone o ci fa accadere il Destino. Poi a guardarsi indietro per capire cosa voleva dirci il Destino.

Se dovessi dare un consiglio o lanciare un appello ai nostri lettori, cosa diresti?

Che non tutto quello che facciamo e pensiamo sia giusto e inalienabile, ci è utile. Che viviamo e corriamo ciecamente senza sapere dove né perché. Quindi a fermarsi ad ascoltare e osservare ciò che ci circonda, senza farci tirare sempre la giacca dal fare, avere, desiderare. Le cose belle e utili le abbiamo già in noi.

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Ringraziamo Bill Niada, Carolina Guajana e tutti i B.livers per il tempo che ci hanno dedicato

e per averci insegnato quando può essere grande la forza di un sorriso.


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