Stop alla deforestazione in Cina: si torna a respirare?

La progressiva perdita di aeree boschive sulla superficie terrestre è una delle conseguenze più evidenti del cambiamento climatico. Un fenomeno lento e apparentemente irreversibile che causa la scomparsa di interi ecosistemi e con essi della fauna che li popola.

Questo processo è in atto in molti Paesi del Mondo come l’India dove recentemente è stata portata a termine una delle più grandi sfide di riforestazione mai intraprese nella storia della civiltà umana: 50 MILIONI di alberi piantati in 24 ore!

Ma non è solo l’India a trovarsi al centro di questo disastro ambientale. Anche in Cina le autorità hanno intrapreso da anni considerevoli sforzi per la conservazione della biodiversità e la riduzione dell’impatto delle attività antropiche sull’ambiente.

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Michigan State University e recentemente pubblicato su Science Advance (qui!), dopo decenni di avanzamento progressivo, inondazioni e siccità dei terreni agricoli, la deforestazione della Cina non solo si è arrestata ma ha iniziato pure a ridursi; con una crescita netta dei terreni boschivi del 1,6% annuo.

Secondo gli studiosi è incoraggiante come, nel bel mezzo della più grande sfida ambientale, la Cina stia portando avanti con enorme successo questo processo di riforestazione. Alla base di questo traguardo c’è il progetto Natural Forest Conservation che dall’inizio del ventunesimo secolo impedisce la raccolta illegale di legna e vieta il taglio degli alberi determinate zone boschive.

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