#HIROSHIMA, monito per l’umanità.

È una splendida mattina d’estate ad Hiroshima, mentre la città si risveglia operosa pronta ad affrontare una giornata come tutte le altre tra lavoro, svago e routine. 8 secondi dopo le 8:16, un lampo, e tutto cambia.

Un secondo sole si accende nel cielo a 600 metri dal suolo, tutto viene distrutto. I palazzi crollano tra le fiamme, le persone vaporizzano all’istante. Un olocausto nucleare che chiude il suo bilancio con oltre cento mila vittime.

Oggi è la prima volta in 70 anni che un presidente americano, Barack Obama, visita per la prima volta questo luogo: “Non sono venuto a chiedere scusa – ha anticipato Obama – Il mio sarà un messaggio sull’atrocità della guerra, sulla necessità di liberarci delle testate nucleari, di eliminare tutte le armi di distruzione di massa.”

A lungo si dibatterà l’inopportunità con la quale Obama ha deciso apertamente di non chiedere scusa. Certamente però è necessario, oggi come mai prima d’ora, porre fine alle violenze fra i popoli. Strategia che passa inevitabilmente attraverso il disarmo dei Paesi che hanno macchiato di sangue le pagine della storia.

Un gesto che mira a esortare rivali ed alleati a fare i conti con le loro responsabilità. Speriamo solo che ognuno di loro sia d’esempio in questa nobile missione.

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