#ZIKA virus: 10 risposte per fare chiarezza (senza panico!)

Il virus Zika sterminerà il mondo? NO!

Come ogni anno eccoci di nuovo con la solita nevrosi da epidemia apocalittica. Era dai tempi dell’Ebola (clicca qui!) che non se ne sentiva parlare, quasi ne sentivamo la mancanza.

Ma se il panico si origina dalla disinformazione dei mass-media, pronti a cavalcare l’onda della psicosi in cambio di una manciata di click, d’altra parte è anche vero che di fronte a situazioni come queste è bene rimanere sempre informati su come queste malattie si diffondono.

Se siete interessati, di seguito risponderemo a 10 domande “tipo” per fare chiarezza (senza panico!) sul fenomeno Zika.

1 – Cos’è il virus Zika e dove si contrae maggiormente?

Scoperto in Uganda nel 1947 nelle grandi popolazioni di zanzare, i primi focolai in uomo sono stati documentati nel 2007 nel Pacifico Occidentale. Favoriti della globalizzazione, dal 2013 sono noti nuovi casi e focolai di Zika anche nelle regioni tropicali dell’Africa, America ed Asia meridionale.

Il primo caso di Zika nell’emisfero occidentale risale allo scorso maggio, quando un focolaio si è verificato in Brasile; da qui il panico. Fino ad ora, nessuno in questo “lato del mondo” aveva contratto la malattia.

2 – Come ci si infetta?

Zika si trasmette con la puntura delle zanzare femmine del genere Aedes (le stesse della febbre gialla tanto per intenderci) le quali a loro volta contraggono il virus dalle persone portatrici. Questa zanzara depone le sue uova nei luoghi umidi e non è in grado di migrare autonomamente verso le regioni più remote, a meno che non venga portata involontariamente dal uomo (per es. nei bagagli). Recentemente è stato inoltre dimostrato che questa malattia può diffondersi mediante rapporti sessuali con persone infette.

3 – Quali sono i sintomi?

Nella maggior parte dei casi, l’infezione di Zika non porta a sintomi gravi: febbricola e rash cutaneo. A volte possono insorgere anche mialgia (dolori muscolari), artralgia (dolori articolari) e astenia (mancanza di forza). La malattia si risolve nell’arco di 2-7 giorni senza nessun danno duraturo.

4 – Allora perché tanta preoccupazione?

La reale preoccupazione inizia nell’ottobre 2015, quando in Brasile in corrispondenza dei focolai di Zika è stato osservato un aumento dei bambini nati con microcefalia; una rara condizione caratterizzata da uno sviluppo anomalo del cervello del neonato. In questi bambini si possono manifestare problemi celebrali.

Per questa ragione la comunità scientifica sta eseguendo delle ricerche approfondite per confermare (o smentire!) una possibile relazione fra l’insorgenza di microcefalia nei neonati e le gestanti infette.

Fonte: Brazil’s Ministry of Health
Fonte: Brazil’s Ministry of Health

5 – Se sono incinta mi devo preoccupare?

Finché la comunità scientifica non avrà confermato o smentito un collegamento fra il virus Zika e l’insorgenza di microcefale nei neonati delle gestanti infette, è prudente che le donne in gravidanza non circolino nei paesi dove si trova la malattia. Sul sito del ECDC (European Centers for Disease Prevention and Control) è possibile consultare una lista aggiornata (clicca qui!) dei territori dove si trova il virus. Attualmente Europa e Italia non sono nella lista.

Casi confermati di infezione da virus autoctoni Zika negli ultimi 2 mesi
Casi confermati di infezione da virus autoctoni Zika negli ultimi 2 mesi. –  Fonte: www.ecdc.europa.eu

6 – Se sono incinta e credo di aver contratto il virus, cosa devo fare?

Le donne incinte che hanno il dubbio di aver contratto la malattia, devono consultare il loro medico di fiducia per essere sottoposte ad un controllo più approfondito

7 – Come si cura?

Così come per i virus influenzali, anche per virus Zika non esiste una cura. Una volta sorti i sintomi la malattia deve fare il suo decorso (2-7 giorni). Il trattamento è sintomatico e consiste nell’assunzione di farmaci per abbassare la febbre e diminuire i dolori.

8 – Esiste un vaccino?

Attualmente non è disponibile un vaccino per il virus Zika.

9 – Come posso proteggermi?

Prevenire è meglio che curare, quindi senza dubbio la miglior protezione è quella di non trovarsi nelle zone dove si trova il virus. Se invece vi trovate in queste regioni, si consiglia di ridurre al minimo il rischio di essere punti dalle zanzare soggiornando in camere ben ventilate (aria condizionata) e con zanzariere o dormire in letti schermati (con zanzariere), oppure utilizzare del repellente per insetti in tutte le ore del giorno ed infine coprirsi il più possibile indossando pantaloni, maglie a maniche lunghe, scarpe alte e cappelli.

È importante inoltre mantenere vuoti e puliti eventuali luoghi dove potrebbe ristagnare l’acqua, come sottovasi, tombini, grondaie, ecc.
Infine, poiché è stato recentemente dimostrato che il virus è trasmissibile sessualmente, è bene non avere rapporti non protetti con i portatori.

10 – Cosa sta facendo l’OMS?

In seguito ai fatti accaduti in Brasile lo scorso ottobre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di collaborare con le istituzioni sanitarie locali per approfondire le ricerche sullo sviluppo della malattia nelle donne incinte colpite dal virus Zika. Allo stesso tempo l’OMS sta rafforzando la sorveglianza delle popolazioni colpite e formando il personale sanitario per riconoscere e curare i sintomi dell’infezione.

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