Buon viaggio Pietro.

Riflettere alle vicende degli anni cinquanta, alle lotte ed anche ai ritardi di allora,

ci porta dunque a temi brucianti dell’oggi, e può giovare anche a quel ripensamento della questione meridionale

in un discorso europeo che appare oggi urgente.

Di Pietro Ingrao mi parlò, per la prima volta, mio nonno.

Era un dirigente del Pci e, nonostante questo, era “un uomo del popolo; Martina, lui sapeva cos’era…il popolo”.

Era un uomo sobrio, appassionato del suo lavoro, della sua Italia e della politica fatta come si deve.

Lui, chiamato “acchiappanuvole”, che credeva davvero in un Paese migliore, nella bontà e nella partecipazione.

Lui, che si descrive in un libro di poesie, dal gusto tutto montaliano:

E muto / ogni volta / tendo la mano / Come se tu / sventura / fossi la vita.

Buon viaggio Pietro; ci mancherai.

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