Jack e Phyllis: le pagine della loro vita.

Alcuni sostengono che la nostra identità risieda nella nostra memoria. Senza di essa, e quindi senza i nostri ricordi, ciò che resta è solo un guscio vuoto, privo di ogni energia e spinta.

E come si fa, allora, quando tua moglie Phyllis  soffre di demenza senile e ha difficoltà a ricordare gli avvenimenti della sua vita trascorsa accanto a te, suo marito?

Jack Potter ha risolto questo doloroso interrogativo nel modo più romantico e semplice del mondo:  leggendo quotidianamente a Phyllis il diario scritto da lui stesso nel corso degli anni. Il diario inizia nel lontano 4 ottobre 1941, e racconta di un ballo con “una ragazza meravigliosa”, Phyllis appunto.

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Jack ha ormai 90 anni, ma ogni giorno si reca nella casa di riposo dove Phyllis è ricoverata, a Rochester (New York), e con un braccio intorno al collo le legge e racconta la storia di una vita. Le pagine della loro vita, con la delicatezza che solo “i veri amori di una volta” sanno raccontare.

Sono storie come questa che continuano, instancabilmente, a farmi credere nel vero amore.

Grazie Jack!

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