Myroslav Slaboshpytskiy e il suo mondo muto.

“Era un mio vecchio sogno rendere omaggio al cinema muto e realizzare un film che potesse essere compreso senza che nessuna parola venisse pronunciata. Nei film muti, di ieri e di oggi, di solito gli attori non lo sono affatto: io li ho voluti tutti sordomuti perché solo loro riescono a renderci partecipi di emozioni e di sentimenti attraverso le azioni e il linguaggio del corpo”

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Si chiamai The Tribe, ed è il film con cui il regista ucraino Myroslav Slaboshpytskiy ha vinto il premio della Critica al Festival di Cannes. E’ un film particolare:  è senza dialoghi e senza sottotitoli, girato solo nella lingua dei segni ed interpretato da attori non professionisti e tutti sordomuti.

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Il protagonista è Sergey (Grigory Fesenko), un adolescente sordomuto ucraino, che vive in un collegio per ragazzi affetti dalla stessa problematica. Lotta per la vita, lotta contro la violenza, la prostituzione e il bullismo. Eppure lotta anche per la sopravvivenza, per la lotta stessa e, soprattutto, per l’amore.

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