Il silenzio copre le violenze, è ora di parlare: Project Unbreakable.

Il tema della violenza sessuale, insieme a quello del femminicidio, sta impazzando, riempiendo i social media ad ogni ora del giorno. Tutti ne parlano, tutti esprimono opinione.Tutti tranne loro, le vittime.

Loro preferiscono il silenzio, la dimenticanza, si tengono bene a distanza dalle luci del palcoscenico. Scelta saggia, ma che fin’ora ha evitato che il nocciolo duro della questione venisse a galla. Puoi violentarmi, puoi prendere il mio corpo, ma io sono unbreakable, io sono indistruttibile. Io sono donna, figlia, nipote. Sono una persona. E ho la mia voce.

Sembra questa l’dea di fondo di Project Unbreakable, in cui donne vittime di abusi si ritraggono riportando le parole dei propri carnefici. Tutto è partito da quattro fotografe americane, che hanno diffuso l’iniziativa su Tumblr. E, come ogni buona causa che si rispetti, le adesioni sono state migliaia; si stimano oltre 4mila immagini.

Penso che valga la pena parlarne, aumentare la consapevolezza; credo che la donna vada rispettata, come fisicità e come personalità. E, soprattutto, credo che nessuno abbia il diritto di ricorrere alla violenza. Soprattutto se si tratta di una figlia o della propria moglie. L’uomo, quello vero, è quello che porta rispetto.

Informatevi, parlatene e tenete alta la vostra voce.

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