L’altro volto dell’Islam: #Notinmyname

Ancora hashtag, ancora una mobilitazione.

Questa volta contro l’Isis, ed a protestare sono i così detti “musulmani d’Europa”. Protestano contro il Califfato, contro la loro stessa religione, che ultimamente sta prendendo pieghe estremamente violente ed estreme. Per tutta Europa risuona il loro no, il “not in my name” ( “non nel mio nome” ). Il nemico è, ovviamente, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, colpevole di “corrompere la loro religione” usandone il nome ma violandone i principi di fondo.

Prima fra tutte spunta Active Change, associazione britannica che, usando le stesse piattaforme del Web adoperate anche dall’Isis, a pubblicato centinaia di foto di giovani musulmani che mostrano l’hashtag, a conferma della propria protesta.

Come molte delle notizie che voglio raccontarvi, c’è poco da aggiungere. Una meravigliosa campagna che porta avanti un’eroica iniziativa. Questi giovani non mettono solo la propria testimonianza, ma anche la propria vita nelle mani di una causa giusta e nobile.

E raccontarli mi sembrava proprio il minimo che si potesse fare.

L’Islam ci insegna il rispetto, la misericordia, la pace e la gentilezza. È una fede in cui crediamo molto, e per questo vogliamo difenderla dagli estremisti e dai fanatici, la cui esistenza è una minaccia per la nostra stessa religione

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