A viso aperto.

Mi rendo conto non sia un argomento facile da trattare, ma credo che il velo, e il concetto di identità, siano temi scottanti, per non dire di primaria importanza. L’iniziativa si chiama Iranian Women’s Freedoms Stealthed è il modo che le donne iraniane hanno trovato per dire no: fotografarsi, finalmente libere, finalmente senza velo

Infatti, in base all’articolo 638 del codice penale iraniano, le donne che compaiono in pubblico “senza indossare una copertura religiosamente accettabile” sono punibili con una detenzione che va dai 10 giorni ai due mesi, oppure con una multa.

Da qui l’esigenza di ribellione che, a mio parere, nasce dalla volontà di affermare che ogni scelta, anche la piu intima, dovrebbe essere, appunto, una scelta e non una costrizione. Non è un attacco ai credenti, nè alla religione o alle opinioni altrui. E’ piuttosto l’affermazione della persona, della propria volontà e capacità di pensiero, della comprensione che nessun popolo può essere felice, che nessuna donna può sorridere davvero senza poter sentire la carezza del vento sul viso, mentre corre in un campo di grano. Personalmente credo molto nell’emancipazione femminile, ma credo con ancora maggior forza alla libertà individuale, sopratttto di pensiero o di credenze.

Sarò sempre vicino a chi lotta, a chi soffre, per difendere il proprio diritto, soprattutto se questo comprende il diritto ad essere felici.

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