Ciao Gabo.


Ancora prima di essere una storia di libri, d’arte e di spirito, questa è la storia di un uomo. E’ la storia di Gabriel, Gabo per gli amici, che ancora priam di essere scrittore e giornalista è stato un grande cuore, un grande sorriso e, soprattutto, un grande esempio.

Nasce in Colombia, viene cresciuto dal nonno generale e dalla nonna di origini guajire,colei che alimenterà l’animo magico e leggendario che ogni libro di Márquez ha in sè. Conosce Che Guevara, diventa amico di Fidel, e la sua bravura gli attira la stima di Clinton, che rimuove un veto d’ingresso alla Casa Bianca per lo scrittore, sospettato per i legami troppo intimi con Cuba.

Bago, attraverso i suoi libri, ci ha lasciato tanto. Ha raccontato se stesso, i timori e le tribolazioni che, per un motivo o l’altro, portano gli uomini a vagare per questo ben strano mondo. Ha raccontato l’America Latina, i suoi vizi e le sue meraviglie; ha raccontato l’odio, l’amore, la guerra, il tutto avvolto da quell'”aria di altri tempi” che al giorno d’oggi serve a ricordarci chi siamo, dove andiamo e, soprattutto, da dove siamo venuti.

In Colombia ci sarà lutto nazionale per tre giorni; noi, dal basso di questo blog, questa giornata la dedichiamo a te, Gabo.

L’amico della Colombia, ma un po’ l’amico di tutti noi.

File:Gabriel Garcia Marquez2 (2009).jpg

 

C’era una stella sola e limpida nel cielo color di rose, un battello lanciò un addio sconsolato, e sentii in gola il nodo gordiano di tutti gli amori che avrebbero potuto essere e non erano stati.

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