Arte ribelle.

Alessandro Gallo nasce a Napoli e cresce in una famiglia tranquilla. E’ solo all’età di sedici anni che, sfogliando le pagine di un giornale, legge dell’arresto del padre per spaccio di droga. Alessandro, però, riesce a tenersi fuori dalla criminalità,  soprattutto grazie all’amore per il teatro. Ed è proprio la recitazione che decide di portare avanti, facendola diventare poi un lavoro. Ora vive e lavora a Bologna, senza mai abbandonare i progetti di educazione alla legalità, soprattutto nelle scuole.

La storia di Antonio Prestieri è ben diversa. Lui ha ventotto anni e solo per i primi due ha vissuto nella stessa casa di suo padre, uno dei boss di Scampia.  Antonio è un giovane cantautore, che ha iniziato a farsi conoscere scrivendo testi vincitori di molti premi, come il premio ‘Ciampi’ e il premio ‘De Andrè’. Alla spiegazione del nome d’arte, Maldestro, risponde di aver deciso di prendere le distanze, anche anagraficamente, dal padre, boss di camorra e impresario teatrale e discografico.

Arte ribelle, di nome e di fatto. Arte e gioventù, insieme, contro la camorra, contro la decadenza della cultura. Giovani, di ieri come di oggi, che lottano, gridano, non si arrendono.

Sono queste le storie che voglio condividere con voi; son queste le storie che mi danno speranza per il domani.

Grazie Alessandro,
grazie Antonio.
Noi siamo con voi.

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