“Beethoven è la mia religione”. Ciao Alice

Non so quanti di voi conoscano Alice Herz-Sommer, pianista, donna, ma soprattutto sopravvissuta.

Alice nasce a Praga, il 26 Novembre del 1903, dove conosce Mahler e Kafka, e s’innamora della musica, soprattutto del pianoforte. 40 anni dopo, con l’occupazione nazista della Cecoslovacchia, si vede deportata nel campo di Teresin; ed è qui che accade l’impensabile.

Grazie alle sue dita e all’amore per la musica, Alice inizia a suonare per le guardie del campo diventando al contempo oggetto d’odio e di ammirazione. Ed è sempre qui che nel ’45 l’abbiamo ritrovata, viva, e ancora con un guizzo di sorriso in fondo al cuore. Alice ci ha lasciati ieri, serenamente con lo stesso sorriso sul volto, circondata dalla sua famiglia.

Voglio dedicare questa giornata ad Alice.

A lei, che credeva nella potenza del sorriso.

A lei, che ha sempre tenuto duro e non ha mai smesso di sperare.

A lei, che ha amato tanto e non ha mai ceduto all’odio.

Grazie, Alice.

Grazie di tutto.

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