Take care of your heart.

Sono in treno e accanto a me c’é un frate.

É silenzioso, credo stia pregando, ed ha gli occhi più belli che io abbia mai visto. Ma la cosa che mi stupisce maggiormente é la sua giovane età. Chiedo, scopro che siamo coetanei. Ha 24 anni ed ha scelto di dedicare la sua vita ai poveri, ai malati ed all’umiltà. Mi racconta di quanto sia felice e sorride.

É il sorriso del cuore

Quello di chi ha trovato il proprio posto nel mondo e non ha più mostri contro i quali lottare. E mentre mi parla, con una voce sorprendentemente pacata e calda, io mi interrogo.

Mi chiedo cosa sia successo alla mia generazione, quale evento abbia potuto renderci così cinici, spaventati, egoisti. Mi domando per quale motivo non siamo più in grado di amare in modo coraggioso, disinteressato.

Mi chiedo perché abbiamo sempre bisogno di un premio, di una compensazione o di affogare in qualcosa le nostre paure, senza mai affrontarle. Mi chiedo perché la morte ci fa così paura, perché evitiamo tutto ciò che potrebbe metterci in discussione.

Lui mi parla. E io penso. Penso che lo porterò dentro di me, questo frate con gli occhi di cielo. Cercherò di non dimenticare il suo sguardo, i suoi piedi scalzi nel freddo del Trentino.

Lo porterò con me, dunque, per provare anche io, nella mia ricerca, a sorridere sempre con il cuore.

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